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Il catalogo

Undici casi, undici Italie

Ogni caso è un mondo chiuso: il suo fascicolo, il suo paese che parla, la sua verità che non trema. Le schede non spoilerano: qui c'è ciò che si legge prima di giocare. In ordine di collana — dal caso pensato per cominciare all'ultimo.

Villa Belmonte sul lago d'Iseo, nella nebbia dell'alba

Pieve d'Iseo, 2013 — riaperto nel 2026

Il caso Belmonte

Margherita Belmonte, ventisette anni, uccisa nella limonaia di casa durante la notte del compleanno del padre. La Procura riapre a carico di ignoti e ti dà tre settimane: in quella villa, quella notte, qualcuno si è mosso — e tredici anni sono lunghi anche per la memoria dei testimoni.

«Tre inchieste, tre archiviazioni: nessuna ipotesi ha retto.» il fascicolo, 2013–2016

Il caso d'esordio 21 giorni d'indagine
La bottega di un liutaio a Cremona, banco da lavoro e violini appesi

Cremona, 2019 — riaperto nel 2026

Il caso Montaldi

Ercole Montaldi, liutaio, trovato morto nella sua bottega la mattina dopo la chiusura del concorso triennale: bottega a soqquadro, due violini spariti, fascicolo chiuso in fretta. Ma i violini non sono mai ricomparsi da nessun rigattiere, e un liutaio non muore per due strumenti da studio. Due settimane per capire cosa valeva davvero, in quella bottega.

«Una rapina finita male.» l'archiviazione, 2019

Più corto e più stretto 14 giorni d'indagine
Una villetta della bassa lodigiana nella foschia

Cavriano (bassa lodigiana), 2007 — riaperto nel 2026

Il caso Manfredi

Giulia Manfredi, 26 anni, uccisa in casa la mattina del 13 agosto 2007: nessuna effrazione, nulla di rubato, il corpo in fondo alla scala della taverna. Il fidanzato è stato condannato in via definitiva dopo due assoluzioni, e si è sempre detto innocente. Nel 2026 una nuova perizia genetica riapre il fascicolo contro ignoti: ventun giorni per rileggere tutto — l'indagine del 2007, il processo, e quello che Cavriano sussurra da diciannove anni.

«Il colpevole è già in carcere.» quello che ti dirà mezzo paese

Il più vasto: tre indagini in una 21 giorni d'indagine
Il rooftop della Torre Miralta a Milano Porta Nuova, di notte

Milano, Porta Nuova — maggio 2026

Il caso Valli

Enrico Valli, direttore finanziario di Selvara, precipita dal rooftop della Torre Miralta a festa finita. Ma l'autopsia conta due cadute, non una — e al polso della vittima c'è un orologio sigillato che sa quanto tempo è passato in mezzo. Ventun giorni per far parlare quell'orologio e capire chi era ancora lassù, in una storia dove gli orologi contano più delle persone.

«Il suicidio di un uomo schiacciato dalla quotazione.» i giornali, il giorno dopo

Il caso a caldo: i testimoni sono ancora tutti lì 21 giorni d'indagine
La laveria mineraria dell'Argentiera a picco sul mare, in Sardegna

Sassari, 2016 — riaperto nel 2026

Il caso Deriu

Caterina Deriu, archeologa, caduta all'alba dalla passerella della laveria dell'Argentiera: un corrimano marcio, un treppiede in bolla, un fascicolo chiuso in due mesi. Ma sua sorella non ha mai creduto all'incidente, il vecchio che la trovò parla da dieci anni di una macchina scura all'alba, e un'archeologa che conosce una laveria trave per trave non si appoggia al legno marcio. Sedici giorni per capire cosa aveva visto davvero, in fondo alla Nurra.

«Caduta accidentale.» l'archiviazione, 2016

Tre piste, una città che parla 16 giorni d'indagine
La banchina del bagno Pedocin a Trieste, battuta dalla bora

Trieste, 1994 — riaperto nel 2026

Il caso Zerial

Nella notte della grande Bora del 1994, i vestiti di Ruggero Zerial vengono trovati piegati con cura sulla banchina del Pedocin, il bagno col muro che divide uomini e donne; il mare restituisce il corpo alla diga. Per le carte bastarono tre settimane e due righe di pregiudizio. Trentadue anni dopo, una scatola di lettere firmate «S.» riapre tutto: diciotto giorni per capire chi restava al bagno d'inverno, oltre l'orario, e cosa può il mare contro un cassetto di oggetti smarriti.

«Il suicidio dello scapolo malinconico.» le carte, 1994

Il più antico: trentadue anni dopo 18 giorni d'indagine
I magazzini di Calata Vigna nel porto di Genova, di notte

Genova, 2004 — riaperto nel 2026

Il caso Dagnino

Nella notte del grande libeccio del 2004, un sorvegliante di ventisei anni muore sotto una catasta ai magazzini di Calata Vigna. Ventun anni dopo, da un archivio fallimentare, riaffiora una busta che doveva arrivare ai Carabinieri: metà di un quaderno pieno di sigle di container, e una sigla radio sottolineata due volte. Diciassette giorni per rileggere un fascicolo che contiene la bugia e la sua smentita a tre pagine di distanza.

«Infortunio sul lavoro: il ragazzo beveva.» il fascicolo, 2004

Il caso di carta: tutto passa dal fascicolo 17 giorni d'indagine
Una pista di collaudo per auto a guida autonoma, alla periferia di Torino

Torino, presente

Il chilometro zero

Carlo Ferrero muore durante il test di un'auto autonoma. Nei trenta secondi prima dello schianto il software riceve un aggiornamento autorizzato da un account che non avrebbe più dovuto esistere. Quattordici giorni per capire se ha sbagliato la macchina o se qualcuno le ha insegnato a sbagliare.

«Un errore del software. Nessuno l'ha toccato.» l'azienda, il giorno stesso

Tecnico e serrato 14 giorni d'indagine
Il rifugio Fossa del Vento sul Gran Sasso, isolato dalla bufera

Gran Sasso, rifugio Fossa del Vento — gennaio 2026

Il caso Petrella

La vigilia del ventennale di una valanga, in un rifugio a 2.150 metri, l'uomo che vent'anni fa guidò la comitiva nel vallone — assolto, arricchito, tornato ogni anno al memoriale — muore di monossido nella camera migliore. Poi la bufera chiude la cabinovia: dentro restano otto persone, un Maresciallo salito col gatto delle nevi, e sei giorni prima che il cerchio si sciolga. Il primo caso senza città: solo una casa, i suoi rumori, e un movente che tutti vedono — vecchio di vent'anni — che copre quello vero, nato ieri sera.

«Il comignolo, con questa bufera.» il rifugio, la prima mattina

Il cerchio chiuso: sei giorni, una casa, nessun archivio 6 giorni d'indagine
Il porto di Riposto, barche da pesca sotto l'Etna

Riposto (Catania), 2022 — riaperto nel 2026

Il caso Pennisi

Dodici persone al cenone di Capodanno, le stesse portate per tutti: la mattina dopo si ammalano in tre, e due non ce la fanno. Il paese trovò subito un colpevole, e un pescivendolo ci ha rimesso la bottega; per il fascicolo, «eziologia non determinata». Tre anni dopo, una causa di eredità riporta in Procura una riga che nessuno aveva letto: la latenza non tornava. Diciannove giorni per dimostrare che una disgrazia era un delitto, e per capire perché, in una famiglia di dodici, il veleno abbia trovato esattamente tre bicchieri.

«Sono stati i ricci del mercato.» Riposto, gennaio 2022

Il più affollato: dodici persone a tavola 19 giorni d'indagine
Un paese di pietra sul ciglio della gravina, nel Materano

Petrafitta (Matera), 1986 — riaperto nel 2026

Il caso senza nome

Una ruspa apre per errore una neviera murata sul ciglio della gravina e ci trova dentro un uomo, con un fucile arrugginito sotto le ossa. Non ha documenti, non ha un nome, e in quarant'anni nessuno ha mai denunciato la sua scomparsa: in questo paese di milleseicento anime, un uomo è mancato per decenni senza che una sola persona andasse a dirlo. Venti giorni per capire prima di tutto chi è il morto — ogni nome sbagliato è una pista intera — e poi perché tutti hanno trovato comodo dimenticarlo. L'ultimo caso della collana, e l'unico in cui trovare la verità non basta.

«Da queste parti non è mancato nessuno.» Petrafitta, quarant'anni di silenzio

L'ultimo della collana 20 giorni d'indagine

Dentro il gioco

La vetrina, in partita

Ogni investigatore ha il suo account: una partita per caso, salvataggi propri, e la vetrina che ricorda dove eri rimasto.

La vetrina dei casi dentro il gioco: card con copertina, sinossi, giorni d’indagine e lo stato della partita in corso

Schermata reale · il badge «partita in corso» riporta dove eri rimasto

Ogni caso nuovo costa dati, non codice: il motore non conosce i casi che fa girare, e un pacchetto-caso — un unico archivio con fatti, persone, atti e immagini — si carica su qualunque installazione. Com'è possibile →